Passa ai contenuti principali

Le passeggiate ~ Piazzollo e le Sue Selve 18 set 2021

 Piazzollo e le Sue Selve

Dal sagrato della Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta (m 705;) si va verso Sud lungo Via Fontanino e in breve si raggiunge il Fontanì, appena oltre la Valle Pian di Valle, ove s’avvia il sentiero per il Monte Torcola (segnavia CAI 122).

Il tracciato sale deciso e di lì a poco si biforca: continuando a sinistra si rimonta la pendice boscata e si raggiunge il piede della radura prativa detta Prà di strac (Prato degli stanchi; piazzola di sosta). Con oltre il 90% della superficie coperta da soprassuoli forestali Piazzolo è il paese con il più elevato coefficiente di boscosità dell’Alto Brembo Occidentale. Stando sempre sul lato idrografico sinistro della valle si superano il Canal di baéc e il Cost di sösegn, e in uno scenario costantemente dominato dal peccio e dal faggio si guadagna dapprima la località Corna di gnocc e poi lo spartiacque, in corrispondenza di una piccola sella a Est del Monte del Sole (m 1.225 circa). Qui la coltre boschiva è interrotta da un’amena radura ove spiccano le singolari architetture del Roccolo di Calche e, più a Nord, del Vecchio roccolo Calegari, sullo sfondo dei pascoli dell’Alpe Torracchio. La selletta è il punto di convergenza di numerosi sentieri provenienti dal fondovalle, che verso Nord lasciano il posto alla Strada del Torracchio (segnavia CAI 119), lungo cui riprendiamo il cammino. Seguendo il dolce spartiacque si giunge in breve all’Alpe Prato Gervasio, piccola malga di proprietà del Comune di Valnegra ove la felce aquilina invade una larga parte del pascolo. Bordandola lungo il confine occidentale e lasciando sulla destra i resti del Roccolo Carminati ci si porta alla sinistra del crinale, ai piedi dell’attiguo e minuscolo pascolo dell’Alpe Prato Landino. Lasciandolo sulla destra si continua in lieve ascesa lungo l’evidente sentiero. Lo scenario è sempre dominato dal bosco, che nel tratto fin qui attraversato appartiene alla Società degli Antichi Originari di Piazzolo, una singolare e arcaica forma di godimento collettivo dei beni fondiari. Sino all’inizio dell’Ottocento gli Antichi Originari possedevano anche le vaste proprietà boschive oggi del Comune, che a seguito di un decreto napoleonico acquisì circa i 2/3 dell’originario corpo fondiario. Superata una dolce costa si giunge a un bivio (m 1.485 circa), in corrispondenza del quale si lascia sulla destra il sentiero per il Monte Torcola per quello che a sinistra scende alla Forcella e a Piazzatorre (segnavia 6 e bolli gialli). Facendo attenzione nei tratti in cui il tracciato si fa meno evidente, in circa mezz’ora si raggiungono i prati alti della Forcella, donde seguendo la displuviale, su labile traccia e con bella vista su Piazzatorre e Mezzoldo, in breve si guadagna la piccola sella prativa e con essa la strada agrosilvopastorale che la scavalca (m 1.004). Seguendola a sinistra si scende dunque verso Piazzolo, il cui centro si raggiunge percorrendo in ultimo le vie Ronco e Municipio.

 

Con Dvd, Mrc, Lne, K, M

La descrizione originale la trovi qui Alto Brembo

Il tracciato

Commenti

Post popolari in questo blog

Poscante Zogno Canto Basso

    Questo percorso è stato sempre stato un importante collegamento storico tra la Valle Brembana e la Valle Seriana. Punto di partenza il parcheggio libero (m 401) posto dietro all’ingresso delle scuole elementari della frazione Poscante di Zogno (si precisa che nel parcheggio nella piazza del paese c’è il disco orario). Si percorre un tratto di strada asfaltata per circa 200 m che si abbandona in prossimità del ponte di Cafredda per seguire sulla destra la carrareccia che sale alla Forcella di Monte di Nese (m. 870), dopo 100 m si supera ancora un ponticello in pietra. In 15′ di cammino si raggiunge la località Costa Piana, da qui una bella vista sul centro della frazione e le sue contrade. La stradina si inerpica con pendenza costante e, con una serie di curve, guadagna velocemente quota e il panorama si fa sempre più ampio. Si supera una santella, una comoda panchina per chi vuole fare una sosta. Ancora un paio di tornati poi si intercetta il sulla destra il ...

Le mie passeggiate in due "opuscoli"...

Q uesto "coso" è solo un "ricordo" delle passeggiate effettuate e delle persone che mi hanno deliziato della lor o presenza. I racconti o meglio le descrizioni dei tracciati non sono, come si suol dire tutta "farina del mio sacco" ma sono stati copiati dalla rete o da opuscoli. Se volete leggere la descrizione originale trovate un collegamento a fine descrizione. Sono graditi commenti, suggerimenti ed ovviamente critiche! Dedicato ad Emanuela che la maggior parte delle volte si è arrabbiata perchè ho fatto tardi..... Cliccando su questi link puoi scaricare l'opucolo in pdf. Il Cammino del 2021….. (Non stare fermo, muoviti!)     Mòes…. Ovvero muoviti, cammina non stare li impalato… Racconti, spunti di gite e passeggiate in compagnia dal 1963 al 2020.

Cornagera

Con Lucia  il 26 marzo 2023  Parcheggiata la macchina nell’ampio posteggio in via Amora in località Cantul di Aviatico (1.020 metri di quota), lungo la strada provinciale 42, si segue per poco via Cornagera, che cede progressivamente il passo al sentiero Cai 537. Il primo tratto è boscoso e si sviluppa in modo ripido per circa mezz’ora, fino a quando il fondo del sentiero incontra i ghiaioni che anticipano l’avvicinarsi della prima tappa del nostro trekking. Infatti, alzando lo sguardo oltre le cime degli alberi fanno capolino le suggestive formazioni rocciose della Cornagera. Osservando da vicino i torrioni si nota che sulla loro superficie verticale sono state chiodate circa 50 vie di arrampicata sportiva, con livelli di difficoltà che vanno dai gradi più semplici fino al 6c. Proseguendo, si attraversa il cosiddetto «labirinto» dove va prestata particolare attenzione per via del fondo impervio. Qui, il segnavia 537 si interseca con il 521: consigliamo di seguire quest’ultimo...